martedì 31 luglio 2007

Morto il regista italiano Michelangelo Antonioni


Nell'arco di 24 ore un altro lutto per il cinema. Muore ieri sera a Ferrara all'età di 94 anni Michelangelo Antonioni. Anche per il grande regista italiano era doveroso un piccolo (inteso da parte nostra) ricordo. Per la costante bellezza dei suoi film (18) è vano citarne alcuni in particolare e quindi li riportiamo tutti:
Cronaca di un amore (1950)
I vinti (1952)
La signora senza camelie (1953)
L'amore in città - titolo episodio "Tentato suicidio" (1953)
Le amiche (1955)
Il grido (1957)
L'avventura (1960)
La notte (1961)
L'eclisse(1962)
Il deserto rosso (1964)
I tre volti - titolo episodio "Il provino"(1965)
Blow-Up (1966)
Zabriskie Point (1970)
Professione reporter (1975)
Il mistero di Oberwald (1980)
Identificazione di una donna (1982)
Al di là delle nuvole (diretto conWim Wenders) (1995)
Eros - titolo episodio "Il filo pericoloso delle cose" (2004)


Quiz sui film di Mario Monicelli

lunedì 30 luglio 2007

Addio ad Ingmar Bergman, il mondo del cinema in lutto


Si è spento oggi uno dei più grandi registi del cinema mondiale, Ingmar Bergman. Un maestro per generazioni di registi e un autore sublime per milioni di persone. All'età di 89 anni il regista svedese lascia indiscussi capolavori come "Il posto delle fragole","Fanny e Alexander", "Il settimo sigillo", "Sorrisi di una notte d'estate" ,tanto per citarne alcuni su oltre 50 film (circa 40 in italia), lavorando anche come scrittore e dedicandosi a serie televisive e al teatro.
Unico e indimenticabile...

Questo il link per il sito ufficiale del regista svedese ( in inglese)



martedì 24 luglio 2007

Rolling Stones - Roma 2007 (Stadio Olimpico)

Eccoli, per tutti gli increduli, stupiti o assetati di rock, a Roma ritornano dopo diciassette anni i Rolling Stones. Nonostante spesso si senta vociferare di un loro abbandono, scioglimento o (peggio) cedimento (palme comprese), questi termini non si riescono proprio a trovare nel vocabolario di Mick, Keith, Charlie e Ronnie. Insieme ancora una volta, per l’ennesima volta, costruiscono semplicemente il più grande spettacolo musicale che si possa ammirare da quarant’anni a questa parte. Ogni sera un megapalco, stessa lingua gonfiabile, stessa grinta e stessi ammiccamenti. Nessuno sembra stancarsi di loro, neanche il loro amico e fan d’eccezione Martin Scorsese presente alla serata romana. L’inizio del concerto è come al solito carico di pathos e con Start me up comincia la lunga carrellata sui quattro decenni di storia della band. Fra pezzi inaspettati (Can’t you hear me knocking, Rock off), cavalli di battaglia e un tributo all’icona James Brown, il concerto non lascia un momento di tregua. Per gli amanti dei primi stones viene anche eseguita Ruby Tuesday, unico brano “morbido” in scaletta. Semplicemente straordinario Ron Wood, più che mai in forma, sfodera tocchi di classe in slide e trascinanti assolo da stadio, donando ai fan un motivo in più per drizzare le orecchie. Mick Jagger e Charlie Watts, sono agli antipodi per mimica e “piacioneria”: fermo e sicuro alla batteria l’uno (come sempre), assatanato e divertente l’altro (come sempre). Il pirata Richards, dal canto suo, non molla. E’ incredibile con quanta forza e con quanto entusiasmo continui a macinare Jumping Jack Flash, Satisfaction o Paint it Black e con quanta passione canti i suoi pezzi forti: You got the Silver e Happy. In serata di grazia anche i fedeli Chuck Leavell alle tastiere e Darryl Jones al basso, scatenati nella bella introduzione di Simpathy For the Devil. Qualche parola va spesa certamente per gli attori non protagonisti, Lisa Fischer e Bobby Keys che con talento ed entusiasmo rendono la serata ancora più godibile. Magnifica lei nel pezzo-tributo a James Brown I’ll go Crazy, applauditissimo lui in Can’t you hear me knocking e Brown Sugar.

Dunque tutto perfetto nella notte della capitale, audio, luci e perfino i giochi d’artificio, per la gioia anche di coloro che proprio in quegli istanti hanno sorvolato, il cielo sopra l’Olimpico, probabilmente su un aereo di linea. Infine, da lodare l’iniziativa di chi per “protestare” contro i biglietti costosissimi ha “sfondato” le barriere che separano la curva dal campo di gioco, invadendo pacificamente l’area sotto il palco. In tal modo, il concerto si è tenuto in perfetto stile Rolling Stones: show impeccabile, grandi emozioni e la band che si inchina a fine concerto per salutare il pubblico come se fosse un eterno arrivederci . Una domanda però se la sono posti tutti coloro che sono entrati allo stadio prima delle venti e trenta: chi ha scelto i tre scalmanati che si sono esibiti come gruppo-spalla ?

lunedì 23 luglio 2007

Quiz sui film di Quentin Tarantino





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giovedì 19 luglio 2007

John Mayall Roma 2007 Stadio della pallacorda (Foro Italico)

Chi ama il “Blues” doveva recarsi allo stadio della pallacorda il 18 luglio, solo così avrebbe assistito ad un indimenticabile concerto blues. (regola valida anche per le altre tappe italiane)






I cancelli d’ingresso aprono alle 20.30 e sono pochi coloro che si presentano nettamente in anticipo. Il pubblico è formato solo da 500/600 persone in un luogo che ne poteva ospitare il doppio. E il resto? Ignari del fenomeno John Mayall privo di fama? Forse solo in Italia, visto che John Mayall in patria è il padre del British blues, con una carriera lunga quasi mezzo secolo. Alle 21.30 il concerto prende vita con l’esecuzione di brani blues da un gruppo spalla italiano per l'occasione, niente male come band, tutti piuttosto bravi. L’unica considerazione da fare e che, si sa, il blues in italiano rende poco, o meglio ci vuole tutto il genio di Ivan Graziani per far riuscire al meglio l’accoppiata. Appena il gruppo spalla finisce, ecco che risalgono i collaboratori insieme ai musicisti di John per sistemare nel migliore dei modi l’impianto audio e preparare la strumentazione. E chi scorgiamo tra i soundceck e gli strumentisti? Si, proprio lui, John Mayall, a concerto non iniziato che prova la sua tastiera per assicurarsi che tutto sia apposto. Inizialmente nessuno l’aveva notato ma dopo una manciata di secondi, ecco che il pubblico, composto da grandi fans, lo riconosce e si fa sentire. Lo spettacolo inizia, i Bluesbreakers: Buddy Whittington (chitarra), Hank Van Sickle (basso), Joe Yuele (batteria), aprono il concerto prima della ri-entrata in scena di John Mayall e qui già la band mostra tutte le sue qualità. Buddy Whittington , un vero mostro di bravura con la chitarra e con una voce potente da vero bluesman, esegue due pezzi prima di annunciare il protagonista della serata, che per ben 2 ore sfodererà la sua strepitosa anima blues.

Il concerto è risultato perfetto, confermando i pareri entusiasti di amici in Sicilia che hanno assistito alla tappa di John all'Etna Blues Festival a Mascalucia (CT) il 16 luglio. John Mayall a 73 anni dimostra ancora di essere un bluesman per eccellenza, performance vocale ottima, passa dalla tastiera all’armonica offrendo assoli entusiasmanti, dando la sensazione ai chi lo vede che ancora oggi dopo tutti questi anni non riesce a fare a meno del blues. Si diverte e allo stesso tempo fa divertire il suo pubblico. Stupefacente. Etichette: (John Mayall foto Roma 2007, Video John Mayall Roma Stadio della Pallacorda (foro italico)
a sinistra Buddy Whittingt
on




Video John Mayall Roma 2007 Stadio della Pallacorda






mercoledì 18 luglio 2007

Strada a doppia corsia - di Monte Hellman 1971


Strada a doppia corsia
Two -Lane Blacktop
Regia di Monte Hellman USA 1971
Genere: Avventura (Road - Movie)
Durata 101'
con:James Taylor, Dennis Wilson, Warren Oates, Laurie Bird, Harry Dean Stanton, David Drake, Melissa Hellman

A bordo del loro vecchio bolide truccato (una Chevy grigia del '55) due giovani, un pilota (J.Taylor) e un meccanico (D.Wilson), scorrazzano da stato a stato lungo le interminabili highways americane vivendo alla giornata e alla ricerca di auto contro cui gareggiare. Al duo si uniranno, una ragazza (L.Bird) e un rivale (GTO) ....
Un "lento" ma ammaliante Road-Movie, diventato un cult per moltissimi giovani americani.
Film sulla solitudine pervaso da una placida calma nonostante l'incessante rombo di motori. In contrapposizione ai "grigi" e apatici ma perfetti protagonisti, c'è da segnalare un'ottimo Warren Oates nei panni di un loquace millantatore .
( I 2 protagonisti sono famosi nel panorama della musica internazionale: James Taylor è un cantautore, e Dennis Wilson era il batterista dei Beach Boys)
recesione del film Strada a doppia corsia di Monte Hellman a cura di Mash

Valutazione:

martedì 17 luglio 2007

Quiz sui film del maestro Stanley Kubrick



"La cosa migliore, in un film, è quando le immagini e la musica creano l'effetto. La lingua, quando è utilizzata, deve certo essere più intelligente e immaginosa che si può, ma mi interesserebbe molto fare un film senza parole. Si potrebbe immaginare un film dove le immagini e la musica fossero utilizzate in modo poetico o musicale, dove si avesse una serie di enunciati visuali impliciti piuttosto delle esplicite dichiarazioni verbali.....Pure le scene più forti quelle di cui ci si ricorda, non sono mai scene in cui delle persone si parlano, ma quasi sempre scene di musica e immagini... I film hanno la capacità di convogliare concetti e astrazioni senza il tradizionale ricorso alla parola."
Stanley Kubrick

(le dichiarazioni sono tratte da M. Cimente, 'Positif' n.139 1972 e da J.Gemils, 'The film director as superstar', Doubleday, New York 1970)
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domenica 15 luglio 2007

Genesis: Roma 14 luglio 2007



Roma, 14 luglio 2007,
a distanza di un anno quasi esatto, siamo di nuovo qua al Circo Massimo per un atteso evento. Un anno fa, in occasione del trionfo ai Mondiali, l'atmosfera era, per l'importanza dell'evento, lontanamente paragonabile a quella di stasera, tuttavia un concerto gratuito dei Genesis è cosa unica.
Il concerto secondo noi è stato complessivamente sufficiente. Tecnicamente il risultato è stato fiacco, non un'improvvisazione e solo un paio d'assoli (la chitarra in Firth Of Fifth e il finale alla batteria di Phil), ma tutto all'insegna di brani, forse molto orecchiabili, ma privi di quell'energia e fantasia che li contraddistingueva.
"Sono lontani i tempi in cui, i Genesis erano al completo e ognuno occupava il posto giusto".
( Per chi non lo sapesse Phil Collins, per quello che ha fatto vedere in passato, si può giustamente ritenere uno tra i migliori batteristi della scena della musica rock).
Quindi le nostre attese si sono rivelate corrette, visto che sapevamo di andare a un concerto, sì dei Genesis, ma senza Peter Gabriel. Anche se, fin dall'inizio del concerto, in alcuni di noi languiva ancora una fioca speranza di una sorpresa... vedere salire Peter sul palco. Pensiero che balenava nelle nostre menti a causa di un suo concerto qua a Roma dieci giorni fa.
L'assenza della "mente" principale della band, assieme a Tony, cambia profondamente l'anima e soprattutto la "scaletta" del concerto.
Per noi è grave ma per i Genesis non è così, anzi. Sul lato commerciale, essi non rimpiangono minimamente Peter, visto che i maggiori successi li hanno avuti proprio con quegli album che piano piano, dopo il suo abbandono, sono scivolati nel commerciale, perdendo quella estrosa creatività che ha avuto il suo massimo splendore in Selling England By The Pound e che ci ha lasciato altri grandi album come Foxtroat e The Lamb Lies on Broadway.
La nostra reazione al concerto è stata quindi blanda, qualche sussulto sulle sublimi note di pezzi come Firth of fifth, I know what I like, The Cinema Show e qualcosina qua e la.
Il pubblico (gli organizzatori dicono 500 mila persone) ha comunque reagito bene, grazie a qualche astuta "ruffianeria" e un performance per Phil da vero "mattatore" ( come l'esibizione con il tamburello).

immagini di repertorio
a sinistra: Phil e Peter
a destra: Phil
Concerto dei genesis roma 2007



Guarda il video dei Genesis: Firth Of Fifth/I Know What I Like - Roma 14 luglio 2007



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sabato 14 luglio 2007

Rubrica Musica : I 5 Album del Mese ( luglio '07)

Novità su Rollingmovie, Rubrica Mensile Musicale :
intro.musica - rock .
da oggi, 15 luglio, inseriremo nel blog un post mensile nella quale consiglieremo ogni volta, sempre a nostro modestissimo parere, 5 album tra i migliori di sempre, con informazioni quali :
( Titolo - Autore - Anno -Genere- Titoli dei brani - e un nostro giudizio complessivo )
inoltre avrete la possibilità di esprimere liberamente un vostro giudizio ed eventualmente fare delle richieste.
musica - rock - blues - folk - jazz- hardrock - progressive - cd - album

I 5 "Classici" album della musica mondiale
Questo mese di luglio è dedicato alla musica rientrante nella vastissima categoria del genere ROCK (naturalmente inteso con tutte le varie contaminazioni Blue, Jazz , Folk, Pop, etc e le successive evoluzioni, Hard, Acid , Progressive,etc).
album mese luglio

Gli album di questo mese
:
elvis presley the king rock
- "Elvis in Concert" - Elvis Presley
(RCA 1977)
1. Elvis Fan's Comments / Opening Riff, 2. Also Sprach Zarathustra (Theme from 2001: A Space Odyssey), 3. See See Rider, 4. That's All Right, 5. Are You Lonesome Tonight?, 6. Teddy Bear, (Let Me Be Your) / Don't Be Cruel, 7. Elvis Fans' Comments II, 8. You Gave Me A Mountain, 9. Jailhouse Rock, 10. Elvis Fans' Comments III, 11. How Great Thou Art, 12. Elvis Fans' Comments IV, 13. I Really Don't Want To Know, 14. Elvis Introduces His Father, 15. Hurt, 16. Hound Dog, 17. My Way 18. Can't Help Falling In Love, 19. Closing Riff / Special Message From Elvis' Father, 20. I Got A Woman / Amen, 21. Elvis Talks, 22. Love Me, 23. If You Love Me (Let Me Know), 24. O Sole Mio / It's Now Or Never, 25. Trying To Get To You, 26. Hawaiian Wedding Song, 27. Fairytale, 28. Little Sister, 29. Early Morning Rain, 30. What'd I Say, 31. Johnny B. Goode, 32. And I Love You So
elvis presley foto re king rock
Giudizio: Registato pochissimo tempo prima della sua scomparsa, è l'album che rivela la massima maturità di Elvis. Accompagnato da una bravissima band esegue pezzi leggendari, con un'interpretazione da assoluto Re del Rock (NOTA nell'album sono inseriti brevi commenti dei suoi fans)

- "Led Zeppelin" - Led Zeppelin
(Atlantic -1969)
1. Good times bad times / 2. Babe I'm gonna leave you / 3. You Shook me / 4. Dazed and confused / 5. Your time is gonna come / 6. Black mountain side / 7. Communication breakdown / 8. I can't quit you babe / 9. How many more times

Giudizio: Primo album della storica band inglese, una vera rivoluzione nel paronama della musica rock che porterà alla nascita dell'Hard-Rock. L'album è cartterizzato da un uno splendido blues elettrico e da sostenuto da qualità tecniche dei 4 componenti eccezionali.
led zeppin I - led zeppelin II - Led zeppelin II
I

- "Exile on Main Street" - The Rolling Stones
(Rolling Stones - 1972)
1. Rocks Off / 2. Rip This Joint / 3. Shake Your Hips / 4. Casino Boogie 5. /Tumbling Dice / 6.Sweet Virginia / 7. Torn and Frayed / 8. Sweet Black Angel / 9. Loving Cup / 10. Happy / 11. Turd on the Run / 12.Ventilator Blues / 13. I Just Want to See His Face / 14. Let It Loose / 15. All Down the Line / 16. Stop Breaking Down / 17. Shine a Light / 18. Soul Survivor
rolling stone exile on main street oll

Giudizio
: Unico doppio in studio dei mitici Stones è un'album magnifico di influenze blues, rock, country e soul. Sicuramente uno dei migliori degli Stones e degli anni 70 in generale.

Simon and garfunkel bookends folk rock pop

- "Bookends" - Simon and Garfunkel
( Coloumbia 1968)
1 - Bookends theme / 2 - Save the life of my child / 3 - America / 4 - Overs / 5 - Voices of old people 6 - Old friends / 7 - Bookends theme / 8 - Fakin it / 9 - Punkys dilemma / 10 - Mrs Robinson / 11 - A hazy shade of winter / 12 - At the zoo

Giudizio: Sull'onda del successo, in cui li aveva portati la colonna sonora del film The Graduate, S & G continuano a rivelarsi uno dei fenomeni di fine anni 60. Melodico album caratterizzato da una deliziosa combinazione di folk rock e pop
Bob dylan
blood on the tracks
- "Blood on the Tracks" - Bob Dylan
( Coulombia 1975)
1. Tangled Up in Blue / 2. Simple Twist of Fate / 3. You're a Big Girl Now / 4.Idiot Wind / 5. You're Gonna Make Me Lonesome When You Go / 6. Meet Me in the Morning / 7. Lily, Rosemary and the Jack of Hearts / 8. If You See Her, Say Hello / 9. Shelter from the Storm / 10. Buckets of Rain
folk rock pop
Giudizio : Dal poeta della musica uno dei suoi maggiori successi. Semplicemente imperdibile

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venerdì 13 luglio 2007

I Simpsons - Il Film




"Ci voleva il grande schermo per contenere l'idiozia di Homer Simpsons , e I Simpsons il Film ci riuscirà".

14-Luglio 2007
Manca una settimana esatta all'anteprima mondiale dell'attesissimo, da milioni di persone in tutto il mondo, I Simpsons - Il Film che verrà proiettato unicamente nella piccola Springfield nel Vermont. Infatti la cittadina dell'America Nord-Orientale, che non supera la soglia dei 10.000 abitanti, è stata proclamata la vincitrice tra le 14 Springfield americane partecipanti al concorso, con 15367 preferenze.
Se desideri maggiori informazioni sulla città vincitrice e vuoi visionare tutti i video del concorso, clicca il link sottostante:
http://www.springfieldvt.com/

Ma il mitico cartone riuscirà a mantenere, per la durata di un film, la stessa forza satirica e comica a cui ci ha abituato da anni sul piccolo schermo?
In America uscirà ufficialmente il 27 luglio, noi italiani
dobbiamo pazientare sino al 21 settembre.



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M.A.S.H. di Robert Altman





Trama:
In un ospedale militare americano da campo, durante la
guerra di Corea, 3 ufficiali medici, pur prestando la loro opera di chirurghi con bravura e dedizione, sono insofferenti alla disciplina. Dopo alcuni atroci scherzi e qualche “non autorizzato" aiuto, verranno messi sotto inchiesta, ma se la caveranno con una partita a rugby….

Mobile Army Surgical Hospital

o più semplicemente M.A.S.H, è il titolo di uno dei film più divertenti, irriverenti e dissacranti che la cinematografia mondiale abbia mai avuto. Una ingegnosa collana di episodi surreali e grotteschi sempre accompagnati dall'angelo custode dell'ironia.
La pellicola rivela quella complessità narrativa e registica caratteristica dei film di R., dove le scene si sviluppano su più piani e dove non esiste un vero personaggio principale.
Altman si annovera appunto, per essere stato tra i maggiori innovatori del cinema, e l’uso della profondità di campo si può giustamente definire un suo marchio di fabbrica. Con essa il regista tende sempre a creare un contesto “cora
le” dove non esiste un singolo protagonista , ma tutti si ricavano nel film il loro spazio ( cosa di assoluta novità nel cinema americano che tendeva sempre a creare il “divo”) e il risultato per chi lo guarda, è che, in una qualche maniera, si fa coinvolge maggiormente. Inoltre le scene sono zeppe di particolari, talvolta minimi, che lo spettatore spesso subisce passivamente, come subliminari. Di grande effetto le lunghe carrellate che conferiscono scorrevolezza alle scene mantendo integro il contesto sottostante.
Per quanto riguarda i dialoghi, essi sembrano aggrovigliarsi tanto che, se non
si dispone di un ottimo audio, la comprensione di tutte le discussioni e battute può risultare molto difficile; anche per questo, forse, non si può pienamente apprezzare in un'unica visione. Il cast è composto da un'affiatata squadra (in questo caso rugby..) di ottimi attori: D.Sutherland 'Occhio di falco', E.Gould 'Razzo John', Sally Kellerman 'Bollore', l'efficentissimo 'Radar', R.Duvall e molti altri, tutti riconosciuti con un nomignolo (come a voler allontanare ancora di più quell'atmosfera di militarismo, che invece impone etichette diverse). Come dimenticare scene bellissime come quella "dell'ultima cena" oppure l'esilarante voce del campo con i suoi annunci(?). Un film cult per la sua cinica politica antimilitarista ma che dovrebbe essere un must per la commedia mondiale. Il tutto per quasi 2 ore all'insegna di un "sano" divertimento.
Un film assolutamente da vedere e rivedere

Valutazione:



Recensione a cura di Mash
Curiosità : non tutti i soprannomi dei personaggi sono tradotti alla lettera, nell'edizione americana: Razzo John è Trapper, cacciatore di pellicce
Bollore è Hot Lips, labbra bollenti
Vin Santo è Dago Red, vino rosso
Brioche è Dish, fondina
Cassiodoro è Painless Pole, palo indolore
Catapulta è Spearchucker, lanciere.
Premi : sono più di una trentina, tra i quali Palma D’Oro al Festiva di Cannes e Oscar per la sceneggiatura a Ring Lardner Jr

Scheda del film
Titolo originale : M.A.S.H.
USA 1970 durata 116’
Genere : Comico
Tratto dal romanzo omonimo di Richard Hooker

Etichette: (M.A.S.H., Robert Altman, I film di Robert Altman, Cinema, Musica e ...., Mash di Robert Altman)


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giovedì 12 luglio 2007

Un borghese piccolo piccolo di Mario Monicelli




Trama :
Giovanni Vivaldi (Alberto Sordi) è un modesto impiegato arrivato alla soglia della pensione in un pubblico ufficio della capitale.
Passa la sua vita tra lavoro e famiglia composta dalla pia moglie Amalia (Shelley W
inters) e dal figlio Mario (Vincenzo Crocitti), neo-diplomato ragioniere.
Nel tentativo di farlo impiegare nello stesso Ministero Giovanni si espone fino al punto da umiliarsi nei confronti dei suoi superiori, in seguito è costretto a iscriversi a una loggia massonica che comunque gli consentirà di acquisire amicizie e favoritismi, ai q
uali prima non avrebbe mai potuto accedere. Ma un tragico incidente....

Uno dei migliori risultati della coppia Monicelli-Sordi

Una stupenda sceneggiatura, adattata da Monicelli e Amidei dal romanzo omonimo di V. Cerami, pone le basi per l' interpretazione psicologicamente più complessa nel vastissimo repertorio di Alberto Sordi. Monicelli gestisce, come sempre abilmente, i toni prima della commedia all'italiana , per poi accrescere gradualmente la dimensione drammatica, ma sempre con risvolti nel grottesco. Il taglio feroce, che rispecchia l'Italia violenta di quegli anni, è perfetto per Alberto che si rivela un vero "mostro" di bravura, all'apice forse della sua carriera. Bisogna dare merito anche al resto del cast tra i quali una bravissima S.Winters.
Un film bello e commovente che fa riflettere sulla debolezza degli uomini di fronte a un destino avverso che li trasforma da vittime in carnefici.
Ordinalo ora su dvd.it
Valutazione:

recensione a cura di Mash

Curiosità: Monicelli insistette davvero molto per convincere Sordi a calarsi nella parte, il quale non voleva dare al suo personaggio un taglio cosi affilato.
Premi:
- Efebo d'oro 1979 di Agrigento.
- David di Donatello speciale 1977 a Vincenzo Crocitti e Shelley, miglior regia e miglior attore protagonista.

Scheda del film
It. 1977 122' Colore
Genere: Drammatico
Regia: Mario Monicelli
Cast:
-Alberto Sordi
-Shelley Winters
-Vincenzo Crocitti
-Romolo Valli
-Renzo Carboni
Etichette: (Un borghese piccolo piccolo, Mario Monicelli Film, Alberto Sordi in un borghese piccolo piccolo)
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mercoledì 11 luglio 2007

Sondaggio: I Migliori Attori Italiani

Recitare ha a che fare con emozioni delicate. Non è come indossare una maschera. Ogni volta che un attore recita non si nasconde, ma mostra se stesso.(Jeanne Moreau)





"Recitare non è molto diverso da una malattia mentale: un attore non fa altro che ripartire la propria persona con altre. È una specie di schizofrenia." (Vittorio Gassman)

"Gli italiani sono il popolo più meraviglioso del mondo." "Ma è un luogo comune..." "Ah sì? E che ce posso fa'?" (Alberto Sordi)

"La comicità è l'arte di far ridere raccontando la tragedia dell'uomo" (Nino Manfredi)

"L'ottimista è un uomo che, senza una lira in tasca, ordina delle ostriche nella speranza di poterle pagare con la perla trovata" (Ugo tognazzi)

"Un attore fa di tutto per diventare celebre e poi, quando ci riesce, si mette un paio di occhiali scuri per non farsi riconoscere." (Marcello Mastroianni)
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Essentially Ray Charles


<< è di seguito riportata una breve scheda su Ray Charles, che cerca di centrare l'attenzione sul lato prettamente musicale, attraverso una serie di informazioni sulle origini musicali, sui generi della sua musica, sui suoi grandi successi e infine una lista di album e video assolutamente imperdibili>>

Genius + Soul= Jazz

Ray Charles Robinson (23 Set 1930 - 10 Giu 2004) meglio noto come Ray Charles, è indiscutibilmente uno dei fenomeni del secolo scorso che ha lasciato un indelebile orma nel panorama della musica mondiale. The Genius, come venne ben presto soprannominato per il suo talento, è il maggiore innovatore della Black Music. Le sue radici musicali si rifanno allo stile di leggende musicali come Nat King Cole, Big Joe Turner, Charles Brown, Duke Elligton; al boogie di Pete Johnson, di Albet Ammons e di Meade Lux Lewis; al gospel che ascoltava nelle chiese e altro ancora.
Viene considerato il pioniere della musica Soul, ma il suo repertorio comprende anche Blues, Rock, Jazz, Rhythm&Blues, Gospel, Folk, Country, Boogie, Pop etc..
I Got a Woman comincia a farlo conoscere al pubblico ma What'd I Say è il primo grandissimo successo internazionale che è diventato uno dei massimi standard del R&B, seguono poi successi come Georgia On My Mind, Hit The Road Jack, I Can't Stop Loving You ma come accade spesso, molti altri capolavori di Ray sono misconosciuti al grande pubblico.
Ecco allora qui elencati una serie di album che sono "essenziali" per conoscere l'artista:

- The Genius of Ray Charles (Atlantic 1959)
- Genius + Soul = Jazz (Impulse 1961)
- Blues & Jazz (raccolta 2001 Rhyno Records)
- At Newport 'live' (Atlantic 1958)

Numerosissimi sono i premi (12 Grammy, l'ultimo nel '94) e svariate le performance con grandissimi altri artisti (Dizzie Gillespie, Fats Domino, Jerry Lewis, BB King, Elton John, Van Morrison etc).
Partecipa inoltre al mondo del cinema:
- 1963 appare in " Ballad In Blue"
- 1967 realizza la colonna sonora del film "La calda notte dell'ispettore Tibbs"
- 1980 partecipa al divertente, ormai cult, film musicale "The Blues Brothers"
- 1988 appare in "Limit Up"
- 2002 partecipa allo splendido documentario diretto e presentato da Clint Eastwood "Piano Blues", facente parte della serie prodotta da Martin Scorsese dedicata al blues.

Se si vogliono maggiori informazioni sulla vita di Ray consigliamo
- il libro 'Brother Ray. L'autobiografia' scritto da R. Charles e R. David
- il film 'Ray' USA 2004 regia di T. Hackford
- il film 'Piano Blues' USA 2002 regia di Clint Eastwood


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martedì 10 luglio 2007

GRINDHOUSE - A PROVA DI MORTE

Tarantino Capitolo 5 : Slasher movie in perfetto stile “pulp”

Recensione
Per chi dice che Tarantino è finito o non fa altro che copiare qui c'è un'altra prova che comunque da questa sorta di “riciclaggio” Quentin sa sempre plasmare qualcosa di nuovo e prorompente. Fortunatamente il flop americano lo ha convinto a separarsi dal suo "collega" Rodriguez e rimontare il film. Ho visto la versione americana e la considero inferiore a quella italiana.
La locandina non tradisce ciò che ci si aspetta guardandola prima di entrare: un’americanissima Muscle Car dall'aria minacciosa e delle sinuose sagome di donne all'orizzonte.
Saranno questi i 2 ingredienti principali del film anzi proprio le donne saranno le protagoniste indiscusse che dovranno fare i conti con il "lupo cattivo" Kurt. Un film diviso in 2 fasi leggermente diverse.
La prima caratterizzata dai classici e lunghi, ma pur sempre fantastici, dialoghi dove si parla e si straparla, da ambientazioni e riprese in perfetto stile tarantiniano ( da notare il suo cammeo dove ha assunto un'aria molto goliardica , si diverte e fà divertire). Poi un "botto" che cancella tutto e ci lascia un'pò spiazzati in quanto tutte le idee e le impressioni ricevute si perdono.
Nella seconda parte si ricomincia ma questa volta Quentin cambia l'esito portandoci in una dimensione più adrenalinica. Adesso T. sembra veramente portarci indietro nel tempo, sembra di rivedere classici del cinema di azione, appunto citati nel film, caratterizzati da adrenalici inseguimenti in macchina dove molto merito si doveva nella bravura degli stunt-man e piloti (come ricorda ironicamente lo stesso Stuntman Mike). Qui vengono rispettate queste caratteristiche e con un bel montaggio e un sonoro roboante lo spettatore finisce per tenere strette le mani sulle poltrone. Le attrici sono tutte, oltre che belle, brave nel ruolo dei "maschiacci" visto i dialoghi molto sboccati che sembrano essere più tipici degli uomini. Ci sarebbe poi di parlare della bella fotografia in stile retrò, peraltro curata dallo stesso Tarantino, dei tagli sballati che ricalcano quella atmosfera da B-Movie, della musica sempre ricercata e spesso ossessiva e le varie citazioni del cinefilo Quentin ( Kill Bill in particolare) e chi più ne ha più ne metta.
In conclusione un film sicuramente da non perdere.
Valutazione:


Scheda del film:

Grindhouse - A prova di morte
Titolo originale : Grindhouse - Death Proof
Usa 1 h e 56'
Regia: Quentin Tarantino
Uscita: 01-06-2007
Cast:
- Vanessa Ferlito (Arlene)
- Sydney Tamiia Poitier (Jungle Julia)
- Kurt Russell (Stuntman Mike)
- Zoe Bell ( se stessa)
- Jordan Ladd (Shanna)
- Rosario Dawson (Abernathy)
- Omar Doom (Nate)
- Marcy Harriell (Marcy)
- Rose McGowan (Pam)
- Quentin Tarantino (Warren)
Costumi:-Nina Procton
Fotografia:- Quentin Tarantino
Montaggio:- Sally Menke
Prodotto da:- Robert Rodriguez – Quentin Tarantino – Elizabeth Avellan – Erica Steinberg
Sceneggiatura:- Quentin Tarantino
Scenografia:- Caylah Eddlebute – Steve JoynerTrucco:- Rob Hinderstein – Meredith Johns – Darylin Nagyen



Recensione a cura di Mash
Etichette: (Grindhouse, Quentin Tarantino ultimo film, Tarantino films, Tarantino Grindhouse)

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