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giovedì 26 marzo 2009

Shine a Light



L’unica rock band al mondo capace di confutare il tempo, restando immune alle modificazioni che quest’ultimo può causare, dà vita a quello che è forse il più bel documentario su un concerto della storia del cinema. Probabilmente saranno cambiati i volti, ma non la musica in questo storico gruppo dalla matrice blues, che usa il palcoscenico in tutte le sue forme, considerando lo spettacolo una componente predominante di un concerto. E’, proprio per questo, considerata una delle rock band più coinvolgenti dal vivo; rende palpitante, attraverso la sua energia, la voglia di fare musica e spettacolo, facendo quasi dimenticare che coloro che si muovono sul palco hanno la veneranda età di oltre 60 anni; il filtro della memoria non li scalfisce, anzi, li “illumina” in tutti i sensi, come il titolo suggerisce. L’energia, qualità che certo non manca ai Rolling Stones, non è solo presente nella musica, ma anche nella genialità visiva di M. Scorsese, regista energico per eccellenza. Con il considerevole apporto di 17 telecamere, infatti, le vorticose immagini fuoriescono da una staticità che molte volte è il limite di un concerto filmato, e la visione appare unica nella sua espressiva dinamicità. Oltre alle riprese, altri pilastri fondamentali sono le luci e i colori di R. Richardson, con un montaggio tipico scorse siano di D. Tedeschi. Chi ha avuto la fortuna di assistere (da vicino) ad un concerto dei Rolling Stones potrà facilmente ammettere che è la cosa che gli si avvicina di più, considerando che lo schermo e la realtà sono due cose ben diverse.



Recensione a cura di Danilo Cristaldi




sabato 21 febbraio 2009

Led Zeppelin - "Thank You" live at the BBC '69-'71

Quando ci troviamo ad ascoltare un live, in linea di massima e a nostro modesto parere, siamo d'accordo per esperienza che il brano originale sia difficilmente superabile dalla corrispettiva interpretazione dal vivo, ma nel caso dei Led Zeppelin questo, ormai automatico, pregiudizio viene a cadere.Tutto merito naturalmente delle eccelse doti tecniche e artistiche del quartetto britannico che non a caso sono ritenuti come una delle migliori live band che abbia mai calcato i palchi di mezzo mondo.Anche in questo caso comunque il live non supera l'originale, ma la qualità e la differente interpretazione del live la portano alla stregua di quella in studio.Aprite bene le orecchie perchè Jimmy è nel periodo più florido della sua carriera e il suo assolo di chitarra è proprio da favola.P.S. anche Bonzo come al solito non scherza mica......

Il brano è contenuto nel doppio cd "BBC SESSION"

Disco 1

  1. 'You Shook Me' (Dixon-Lenoir) - 5:14
  2. 'I Can't Quit You Baby' (Dixon) – 4:22
  3. 'Communication Breakdown' (Bonham/Jones/Page) – 3:12
  4. 'Dazed and Confused' (Page) – 6:39
  5. 'The Girl I Love She got Long Black Wavy Hair' (Page/Plant/Jones/Bonham/Estes) – 3:00
  6. 'What Is and What Should Never Be' (Page/Plant) – 4:20
  7. 'Communication Breakdown' (Bonham/Jones/Page) – 2:40
  8. 'Travelling Riverside Blues' (Johnson/Page/Plant) – 5:12
  9. 'Whole Lotta Love' (Bonham/Jones/Page/Plant) – 6:09
  10. 'Somethin' Else' (Cochran/Sheeley) – 2:06
  11. 'Communication Breakdown' (Bonham/Jones/Page) – 3:05
  12. 'I Can't Quit You Baby' (Dixon) – 6:21
  13. 'You Shook Me' (Dixon/Lenoir) – 10:19
  14. 'How Many More Times" (Bonham/Jones/Page) – 11:51

Disco 2

  1. 'Immigrant Song' (Page/Plant) – 3:20
  2. 'Heartbreaker' (Bonham/Jones/Page/Plant) – 5:16
  3. 'Since I've Been Loving You' (Jones/Page/Plant) – 6:56
  4. 'Black Dog' (Jones/Page/Plant) – 5:17
  5. 'Dazed and Confused' (Page) – 18:36
  6. 'Stairway to Heaven' (Page/Plant) – 8:49
  7. 'Going to California' (Page/Plant) – 3:54
  8. 'That's the Way'(Page/Plant) – 5:43
  9. 'Whole Lotta Love' (Bonham/Jones/Page/Plant) meddley che include ( Boogie Chillun' di John Lee Hooker, Fixin' to Die di Bukkah White, That's Alright Mama di Arthur Crudup e A Mess of Blues di Doc Pomus e Mort Shuman – 13:45
  10. 'Thank You' (Page/Plant) – 6:37

a cura di Mash

mercoledì 28 gennaio 2009

Un capolavoro: Mother dei Pink Floyd



Mother do you think they'll drop the bomb
Mother do you think they'll like the song
Mother do you think they'll try to break my balls
Ooooh aah, Mother should I build a wall
Mother should I run for president
Mother should I trust the government
Mother will they put me in the firing line
Ooooh aah, is it it just a waste of time *
Hush now baby don't you cry
Mama's gonna make all of your
Nightmares come true
Mama's gonna put all of her fears into you
Mama's gonna keep you right here
Under her wing
she won't let you fly but she might let you sing
Mama will keep baby cosy and warm
Ooooh Babe Ooooh Babe Ooooh Babe
Of course Mama's gonna help build the wall

Mother do think she's good enough for me
Mother do think she's dangerous to me
Mother will she tear your little boy apart
Oooh aah, mother will she break my heart
Hush now baby, baby don't you cry
Mama's gonna check out all your girl friends for you
Mama won't let anyone dirty get through
Mama's gonna wait up till you come in
Mama will always find out where
You've been
Mamma's gonna keep baby healthy and clean
Ooooh Babe Ooooh Babe Ooooh Babe
You'll always be a baby to me
Mother, did it need to be so high.



Mamma pensi che lasceranno cadere la bomba?
Mamma pensi che a loro piacerà la canzone?
Mamma pensi che mi romperanno le palle?
Mamma devo costruire un muro?
Mamma devo cercare di diventare presidente?
Mamma devo fidarmi del governo?
Mamma mi metteranno in prima linea?
Mamma è davvero uno spreco di tempo?
Zitto adesso bambino non piangere
Mamma adesso farà avverare tutti i tuoi incubi
Mamma ti inculcherà tutte le sue paure
Mamma ti terrà sempre qui sotto le sue ali
Non ti lascerà volare ma forse ti farà cantare
Mamma terrà il suo bambino caldo e coccolato
Oooh, bambino
Oooh, bambino
Oooh, bambino naturalmente mamma ti aiuterà a costruire il muro
Mamma pensi che lei vada bene per me?
Mamma pensi che sia pericolosa per me?
Mamma pensi che farà del male al tuo bambino?
Mamma pensi che spezzerà il mio cuore?
Zitto adesso bambino,bambino non piangere
Mamma sceglierà per te tutte le tue amichette
Mamma non ti lascerà frequentare cattivi soggetti
Mamma aspetterà sveglia fino al tuo ritorno a casa
Mamma scoprirà sempre dove sei stato
Mamma ti terrà sempre sano e pulito
Oooh bambino
Oooh bambino
Oooh bambino tu sarai sempre il mio bambino per me
Mamma,c'è proprio bisogno di essere così per bene?

sabato 3 gennaio 2009

Jimmy Page musicista, compositore e produttore. TERZA ED ULTIMA PARTE

81 Page si unisce con il bassista Chris Squire e il batterista Alan White (entrambi degli Yes) per un gruppo di nome XYZ (che dovrebbe stare per ex-Yes-Zeppelin). Di questo alquanto fugace progetto non è rimasto nulla. Page in seguito si unirà agli Yes nel 1984 solo per un concerto a Dortmund.
‘82 Esce il fim Death Wish II (Il giustiziere della notte 2) e la relativa colonna sonora di cui Page fu l’autore (sembra che il regista sia stato un vicino di casa di Page). Le musiche sono funzionali e quasi per intero strumentali, vi è solo qualche intervento del cantante Chris Farlowe.
84 La sua carriera riprende vitalità con una serie di uscite:

      • la colonna sonora del mediocre film Scream For Help (La casa in Hell Street) arrangiata dall’amico John Paul Jones. Oltre a Page, figurano le partecipazioni dei cantanti Jon Anderson (Yes) e Madeline Bell.

      • No Introduction Necessary di Albert Lee. Anche questa volta Page è accompagnato da John Paul Jones in questo album di spirito country-blues, sicuramente di buon livello.
      • VolumeOne, del gruppo formato da Page, Plant e Beck sotto il nome Honeydrippers.
      • Right By You, partecipazione in questo lavoro di Stephen Stills.
85 Assieme al cantante degli ex Bad Company, Paul Rodgers, al bassista Tony Franklin e al batterista Chris Slade forma i The Firm, i quali riportano un mediocre successo sia in Inghilterra che in America, con l’omonimo album (The Firm). Lo stile di Page non cambia molto, si propende verso un rock di buon livello, ma secco di quella linfa creativa che aveva profondamente impregnato la musica dei Led Zeppelin. Lo stile non ha in ogni caso bassi profili, ciò nonostante non entusiasma a sufficienza il pubblico e al successivo album Mean Business toccherà una misera sorte.
Nel mese di luglio per un evento di beneficenza, il famoso Live Aid, ha luogo la prima reunion dei Led Zeppelin, con gli interventi di Phil Collins e "Cick" Tony Thompson alla batteria. Solo 3 canzoni, un grande spettacolo che in quel caso, visto lo scopo della manifestazione acquista valore, ma che lascia nei fans il rammarico per qualcosa che prematuramente era finito.
'86 Collabora con i Rolling Stones per l’album Dirty Work e sempre col bassista degli Stones per l’album Willy and The Poorboys ( Kenney Jones, Andy Fairweather Low, Paul Rodgers, Ringo Starr, Ron Wood).
'88 Esce Outrider che è in definitiva il primo vero lavoro da solista di Page; nonostante l'album meriti di essere segnalato per il livello tecnico di uno stile hard rock che mantiene qualche reminiscenza blues, non ottiene consensi e soprattutto vendite. L’album alterna alla voce amici di vecchia data come Plant, Farlowe, Miles, i bassisti Felix Krishe e Durban Laverde, infine ingaggia i batteristi Jason Bonham, figlio di John, e Barriemore Barlow.
Nello stesso anno, per la seconda volta, i Led Zeppelin sono in qualche modo “costretti” a riunirsi per l’anniversario dell' Atlantic Records. E’ tocca a Jason Bonham questa volta, quasi per eredità paterna, di cimentarsi col trio.
'93 Con il cantante David Coverdale (Deep Purple, Withesnake) ottiene successo per l’album intitolato appunto Coverdale-Page. La critica in generale lo ha snobbato e anche a nostro parere l’album non entusiasma; solo a sprazzi si fa apprezzare, ma complessivamente dà una sensazione di stantia pesantezza. Sarà forse apprezzato dagli amanti del genere, heavy metal.
'94 Si riunisce a Plant per un album insolito No Quarter - Unledded, nato in seguito ad un unplugged su MTV, caratterizzato da una forte impronta orientale e dall’uso di parecchi strumenti a percussione. In questa sorta di esercizio di stile, la coppia rivisita classici dei Led Zeppelin come ‘Kashmir’, ‘Nobody’s Fault But Mine’, ‘Thank You’ e ‘Gallows Pole’.

'95 I Led Zeppelin otterranno la nomina alla Rock & Roll Hall Of Fame, riconoscimento ufficiale massimo per un musicista e c’è da precisare che Page è entrato 2 volte nella Rock & Roll Hall Of Fame, sia con i Led Zeppelin sia con gli Yardbirds.
'98 La coppia Page-Plant produce un nuovo lavoro, Walking Into Clarksdale, ma i risultati come da tempo scemano versa il basso e anche questa volta i cd restano sugli scaffali dei negozianti.
'99 Page compare in maniera inattesa sul palco della tournée americana dei Black Crowes; questa collaborazione porterà alla pubblicazione di un album live, Live At The Greek (2000), con canzoni tratte da varie tappe del tour, che alterna ai successi dei Led Zeppelin alcune covers (‘Woke up this morning’, ‘Shape of things to come’, ‘Oh well’, 'Shake Your money maker'); un album lontano dagli originali tuttavia di buon livello, anche perché Jimmy sembra suonare come ai bei tempi.

2006 Page apre l’album di Jerry Lee Lewis Last Man Standing, che prevede una serie di duetti tra Jerry e star come M.Jagger, K.Richards, BB King, E.Clapton, N.Young, Buddy Guy e tanti altri.
Nello stesso anno i Led Zeppelin entrano anche nella Uk Music Hall Of Fame.
2007 In dicembre i Led Zeppelin si sono riuniti per l’ultima volta, con la partecipazione di Jason Bonham per un concerto di beneficenza all’O2 Arena di Londra.
2008 Jimmy e John Paul Jones suonano per il concerto dei Foo Fighters al Wembley Stadium. Sempre nello stesso anno viene onorato con un dottorato all’università di Surrey per il suo contributo all’industria musicale.
2009 E’ atteso per i prossimi mesi l’uscita in dvd (italiano) del film documentario intitolato I Might Get Loud, diretto da Davis Guggenheim; In questo lavoro si ripercorrere la storia della chitarra elettrica i cui interpreti principali dovrebbero essere Page, Jack White, e The Edge ( io ne avrei scelti altri oltre a Page).

It Might Get Loud Homepage

Queste è inoltre una piccola lista dei chitarristi che palesemente dichiarano di avere Jimmy Page tra i loro maggiori ispiratori:

Brian May dei Queen, Eddie Van Halen dei Van Halen, Steve Vai, Joe Perry, Yngwie Malmsteen, John Petrucci dei Dream Theater, Joe Satriani, Slash ex Guns n’Roses, Alex Britti, Noel Gallagher, Kirk Hammett e James Hetfield dei Metallica.

Traendo una piccola conclusione asseriamo che Page vanta una carriera lunghissima e svariata se si vuole, per collaborazioni e risultati; una vita dedicata alla musica davvero di difficile sunto, ma per noi e penso per molti come noi amanti della musica e in particolare del rock, è comunque una carriera che merita i nostri elogi e i nostri ringraziamenti.



"La tecnica non conta, io mi occupo di emozioni" James Patrick Page

a cura di Mash84

domenica 28 dicembre 2008

Jimmy Page musicista, compositore e produttore. SECONDA PARTE

’66 Gli Yardbirds sono la prima band di rilievo con cui Jimmy si fa conoscere al vasto pubblico, ma nella quale entra stranamente non come chitarrista, ma come bassista. Gli Yardbirds sono già moderatamente famosi in quel periodo in quanto suonavano in maniera stabile al Crawdaddy Club di Richmond (locale che aveva dato il lancio al fenomeno Rolling Stones) e, dopo l’abbandono di Clapton che sceglie la via di John Mayall & The Bluesbreakers, ingaggiano un altro chitarrista di talento, Jeff Beck. Gli Yardbirds all'epoca sono quindi composti da Beck alla chitarra, da Jim McCarthy alla batteria e da Paul Samwell-Smith al basso, il quale presto abbandona lasciando il posto a Page. Dopo un periodo limitatissimo, nel gruppo cominciano a prevalere le qualità del giovane chitarrista che è sostituito al basso da Dreja e proporrà alla band, un modello a 2 chitarre con accesi duetti tra lui e Beck. Tuttavia la band naufraga dopo l’edizione di solo 3 brani: ‘Happening Ten Years Time Ago’, ‘Psycho Daises’ e ‘Stroll On’( quest'ultima facente parte della colonna sonora del film Blow Up di Michelangelo Antonioni). Beck ha problemi di salute e abbandona, Relf e Page si prodigano già per altri progetti, ciò nonostante vengono pubblicati dal gruppo: Greatest Hits, ‘Ha Ha Said The Clown’, Little Games (1967), ‘Ten Little Indians’, ‘Goodnight Sweet Josephine’ e ‘Think About It’.
’68
Il gruppo si scioglie ufficialmente il 7 luglio dopo un concerto in Inghilterra, ma subito Page darà vita ad un progetto di breve durata: i New Yard
birds, con Dreja più l’inserimento di un cantate molto dotato Robert Plant e il suo batterista John Bonham che suonavano nella Band Of Joy. Il gruppo dopo una tournée in Scandinavia, vede l’abbandono di Dreja, che porta alla ricerca di un nuovo bassista; la scelta ad opera del gruppo cade su John Paul Jones che in quegli anni si era guadagnato la fama di ottimo arrangiatore (mai scelta fu più azzeccata). Dopo le registrazioni in studio ‘Three Week Herom’ di P.J. Proby, il gruppo decise di dare una svolta e su suggerimento di Peter Grant, il quale ebbe l’idea da una frase detta da Keith Moon dei Who, cambiarono il loro nome in Led Zeppelin ottenendo un favoloso contratto con la Atlantic. La storia dei Led Zeppelin è ben nota e lo è naturalmente di più la loro produzione musicale: Led Zeppelin (1969), Led Zeppelin II (1969), Led Zeppelin III (1970), (1971), Led Zeppelin “IV”Houses Of The Holy (1973), Physical Graffiti (1975), Presence (1976), The Song Remains The Same (1976), In Through The Outdoor (1979), Coda (1982). Di questi, da Physical Graffiti in poi, i Led Zeppelin pubblicheranno gli album con la loro neonata etichetta di produzione, la Swan Song.
’69
Jimmy partecipa, proprio agli albori della band, alla realizzaz
ione di un altro album classico della musica del periodo With A Little Help From My Friends di Joe Cocker e lavora anche con Al Stewart per l’album Love Chronicles.
’71
Suona per l’amico Roy Harper nell’album Stormcock con lo pseudonimo alquanto originale di Flavius Mercurius. L’amicizia e la stima reciproca porterà i due artisti a numerose collaborazioni in dischi e in concerti. In maniera non ufficiale Page collabora anche ad album di Harper come Lifemask (1973), Valentine (1974), Born in captivity (1984), mentre col nome di entrambi uscirà Whatever Happened To Jugula? (1985) che vanta anche un brano arrangiato da David Gilmour. Questo lavoro in particolare ha portato l'opera di Harper all'attenzione di un
pubblico più ampio, principalmente grazie all'apparizione con Page al Cambridge Folk Festival, al successivo tour e ad un’intervista televisiva di 15 minuti dove i due suonavano le loro chitarre acustiche sulla Scafell Pike, la più alta cima dell'Inghilterra. I brani suonati includevano ‘Hangman’ e parte di ‘The Same Old Rock’. Questo album è il quinto del sodalizio Harper - Page, ma il primo su cui hanno lavorato insieme per la sua interezza. I Led Zeppelin hanno dedicato anche un brano all’artista: ‘Hats Off (to Roy Harper)’ in Led Zeppelin III.
‘80 Il 25 settembre con la tragica morte di John Bonham, i Led Zeppelin secondo lo stesso Plant, avendo perso una parte importantissima della loro musica, dicono di non essere più gli stessi Led Zeppelin e nel dicembre dello stesso anno si separano. Si apre un periodo di profondo sconforto per Page; i giornalisti scrivono di presunti problemi di droga, e l’artista resta estraneo ai palchi per qualche tempo.

a cura di Mash84

mercoledì 24 dicembre 2008


Jimmy Page – musicista, compositore e produttore. PRIMA PARTE
Lo abbiamo ritrovato da poco in un evento di livello mondiale consono al suo calibro; lo abbiamo rivisto suonare davanti a migliaia di spettatori, subito ammaliati dal suo estro e dalla sua grande presenza scenica accompagnato questa volta da una sexy cantante pop, Leona Lewis; ha presentato sulle note dell'immortale Whole Lotta Love le prossime Olimpiadi che si terranno in Inghilterra nel 2012 (foto in basso). È ancora oggi, nonostante la sua non più florida età, un’astro della musica mondiale e uno dei massimi esponenti della chitarra rock, che ha dato un contributo, come pochi, alla musica dalla fine degli anni 60 fino a oggi, in quanto considerato ed emulato da svariati chitarristi di successo.
James Patrick Page nasce il 9 gennaio 1944 ad Heston, sobborgo di West London oggi facente parte del London Borough of Hounslow, figlio di un personal manager industriale e di una segretaria. Nel ‘52 si trasferisce assieme alla famiglia a Miles Road, Epsom. Qui James, all’età di 11 anni, comincia a suonare la chitarra prendendo poche lezioni vicino Kingston, anche se gran parte lo impara da autodidatta. Le sue prime influenze musicali furono quelle dei chitarristi del genere rockabilly come Scoot Moore and James Burton, i quali spesso erano in registrazioni di Elvis Presley. Ascoltando il brano di Elvis ‘Baby Let's Play House’, dice lo stesso Page, gli venne l’ispirazione di diventare un chitarrista. Le sue influenze si trovano anche in chitarristi dello genere skiffle (molto di moda in quel periodo nei sobborghi cittadini), al folk acustico di Bert Jansch e John Renbourn, ed al blues di Elmore James, B.B. King, Otis Rush, Buddy Guy, Freddie King e Hubert Sumlin. La sua prima chitarra arrivò di seconda mano nel 1959 ed era una Futurama Grazioso, che poi fu rimpiazzata da una Telecaster.
’61
Era ancora non maggiorenne quando comincia a fare esperienza in numerosissime sessions, alcune anche di rilievo, diventando presto uno de
i più richiesti session-man inglesi e ciò lo porterà verso un arricchimento musicale strepitoso e alla conoscenza dei più grandi artisti dell'epoca. In questo periodo era conosciuto come Little Jim, per evitare confusioni con Big Jim Sullivan. Il primo gruppo di cui sembra fare inizialmente parte è Neil Christian & The Crusaders per passare poi con Carter-Lewis & The Southerns, inoltre collabora frequentemente con David Berry. Le sue collaborazioni sono talmente tante che ci sono volute 5 raccolte per averne le più significative e sono: - Session Man (AIP 1990), Jimmy’s Back Pages ( Sony 1992) , James Patrick Page: Session Man Volume One, James Patrick Page: Session Man Volume Two (Bomp Records 1989) e Hip Young Guitar Slinger ( Sequel 2000). Proprio nell’ultimo contenente una cinquantina di brani si riesce ad avere un sunto delle migliori collaborazioni e qui di seguito riportiamo i vari lavori : Disc 1 1.Carter-Lewis and The Southerners - "Who Told You"
2.Gregory Phillips - "Angie"
3.Gregory Phillips - "Please Believe Me"
4.Carter-Lewis and the Southerners - "Somebody Told My Girl"
5.Carter-Lewis and the Southerners - “Skinny Minnie
6.Wayne Gibson and Dynamic Sounds - "Kelly"
7.Wayne Gibson and Dynamic Sounds - “See You Later, Alligator”
8.The Kinks - "Revenge"
9.The Kinks - “Bald Headed Woman”
10. The First Gear - “A Certain Girl”
11. The First Gear – “Leave My Kitten Alone”
12. The Primitives - "Help Me"
13.The Primitives - "Let Them Talk"
14.The Lancastrians - "We'll Sing in the Sunshine"
15.The Lancastrians - "Was She Tall"
16.The Primitives - "You Said"
17.The Primitives - "How Do You Feel"
18.The First Gear - "The ‘In’ Crowd"
19.The First Gear - "Gotta Make Their Future Bright"
20.The Fifth Avenue - "The Bells of Rhymney"
21.The Fifth Avenue - "Just Like Anyone Would Do"
22.Nico - “I’m Not Sayin”
23.Nico - "The Last Mile"
24.Gregory Phillips - "Down in the Boondocks"
25.Gregory Phillips - "That's the One"
26.The Masterminds - "She Belongs to Me"
27.The Masterminds - "Taken My Love"
Disc 2 1.John Mayall and The Bluesbreakers - "I'm Your Witchdoctor”
2.John Mayall and The Bluesbreakers - "Telephone Blues"
3.John Mayall and The Bluesbreakers With Eric Clapton - "On Top of the World"
4.Les Fleur de Lys - "Moondreams"
5.Les Fleur de Lys - "Wait for Me"
6.The Lancastrians - "The World Keeps Going Round"
7.The Lancastrians - "Not the Same Anymore"
8.The Factotums - "Can't Go Home Anymore My Love"
9.Les Fleur de Lys - "Circles”
10. Les Fleur de Lys - "So Come On"
11. Twice as Much - "Sittin' on a Fence"
12. Twice as Much - "Step Out of Line"
13.Chris Farlowe - "Moanin"
14.Eric Clapton and Jimmy Page - "Choker"
15.Eric Clapton and Jimmy Page - "Freight Loader"
16.Eric Clapton and Jimmy Page - "Miles Road"
17.Eric Clapton and Jimmy Page - "Draggin' My Tail"
18.All Stars Featuring Jimmy Page - "L.A. Breakdown"
19.All Stars Featuring Jimmy Page - "Down in the Boots"
20.Eric Clapton - "Snake Drive"
21.Eric Clapton - "West Coast Idea"
22.Eric Clapton - "Tribute to Elmore"
23.The All Stars with Jeff Beck - "Chuckles"
24.The All Stars with Jeff Beck - "Steelin'"
25.The All Stars with Nicky Hopkins - "Piano Shuffle"
26.Cyril Davies and The All Stars - "Not Fade Away”
Page è stato anche il favorito session-guitarist del produttore Shel Talmy e in questo periodo partecipò con: Marianne Faithfull’s ‘As Tears Go By’, The Nashville Teens ‘Tobacco Road', The Rolling Stones ‘Heart of Stone’ , Van Morrison & Them's ‘Baby Please Don't Go’ e ‘Here Comes the Night’ e con Brenda Lee's ‘Is It True’.
'65 Page fu ingaggiato dal manager dei Rolling Stones, Andrew Loog Oldham per la creazione della nuova etichetta Immediate Records.

a cura di Mash84

sabato 22 novembre 2008

Demons & Wizards - Uriah Heep



Considerato dalla maggioranza uno dei migliori album della formazione inglese, è senza dubbio l’album che porta alla consacrazione, almeno a livello europeo (300.000 copie e uno degli album più venduti dell’anno), gli Uriah Heep all’interno di quel giovane movimento Dark Progressive che contribuirà non poco all’evoluzione dell’hard-rock, iniziato, qualche anno prima, alla fama mondiale dai Led Zeppelin. La band è composta dal cantante David Byron, dal chitarrista Mick Box, dal tastierista Ken Hensley, dal bassista Gary Thain (tranne in The Wizard dove al basso è Mark Clarke) e infine, non per demerito, dal batterista Lee Kerslake. E’ questa la loro seconda formazione che ha indiscutibilmente ottenuto i migliori risultati in quel breve periodo e che ha portato ad altri buoni lavori come The Magician's Birthday e Sweet Freedom. Poi gli avvicendamenti nel gruppo tra vari musicisti non sono stati certo esigui, anzi sono stati oltre 20 nella loro lunga carriera, dovuti a varie problematiche di tossico-dipendenza e a numerosi malcontenti degenerati in insanabili spaccature nel complesso; in definitiva non è erroneo affermare che la loro epoca migliore si chiude nel 76 (anno dell’abbandono di Byron).
Ciò malgrado ancora oggi il gruppo, di cui è rimasto l'unico membro originale Mick Box, fa presenza sui tabelloni dei concerti, in tutta Europa.
L’album che si apre con The Wizard, brano abbastanza pacato, mette subito in chiaro una delle linee principali della loro musica, la voce di Byron che impersona davvero l’archetipo del cantante heavy metal; eppure nasconde la sua vena più dura che caratterizza fortemente l’album, intrisa dalle roche e gotiche battute del tastierista, dalle chitarre distorte di Box, dalla presenza, forse prepotente, del bassista, ma è di Hard Rock che si parla. Tuttavia il gruppo e in particolare l’album non presenta la classica ottusità musicale che ha caratterizzato e continua a farlo, salvo rare eccezioni, il panorama dell’heavy metal, ma presenta un adeguato apporto d’inventiva che si traduce in arrangiamenti di buon livello che lo rendono sicuramente piacevole anche dopo numerosi ascolti.
Purtroppo come plus non si è soddisfatti dall’appeal della copertina, che di sicuro non invita all’acquisto, ma in fondo è solo una questione estranea alla musica in se, ma che sovente diventa una banalità di rilievo.
Nel panorama dell’Hard Rock è certamente un album degno di nota!


DEMONS AND WIZARDS
  1. The Wizard (Hensley/Clarke) - 2:59
  2. Traveller in Time (Byron/Bow/Kerslake) - 3:26
  3. Easy livin' (Hensley) - 2:36
  4. Poets' Justice (Box/Kerslake/Hesley) - 4:14
  5. Circle of Hands (Hensley) - 6:34
  6. Rainbow Demon (Hensley) - 4:30
  7. All my life (Box/Byron/Kerslake) - 2:46
  8. Paradise (Hensley) - 5:15
  9. The Spell (Hensley) - 7:26
Artista: Uriah Heep
Anno: 1972
Genere: Rock Progressive
Etichetta: Mercury records

Recensione a cura di Mash

domenica 16 novembre 2008

Live at POMPEII the Director's Cut


Era il 1972 quando una ancora giovane e poco conosciuta formazione rock portava sullo schermo un'opera rivoluzionaria e di grande spessore nel binomio cinema-musica, un film-concerto che a distanza di oltre 30 anni non ha perso il suo fascino e il potente impatto sullo spettatore.
Il regista Adrian Maben nel 2003 torna, col parere favorevole della band, sul proprio lavoro per completare ciò che lui e gli stessi Pink Floyd ritenevano in un certo senso incompleto e forse non perfettamente riuscito. Con la modifica o la sostituzione di molte sequenze della pellicola, adesso migliorate grazie alla nuova tecnologia video disponibile (tuttavia con qualche abuso di computer grafica), e con l'aggiunta di immagini e video inediti, tra cui interessantissime interviste ai membri della storica band, si è ottenuto un risultato per molti versi migliore dell'originale, facendo del film una vera chicca per tutti gli appassionati della musica Rock e non solo ( visto che i Pink floyd vantano milioni di fan che spesso non rientrano nei normali canoni dell'ascoltatore di musica rock ).
Naturalmente l'idea base non viene mutata, l'idea diametralmente opposta rispetto alla norma, di un gruppo che si esibisce nella completa assenza del suo effetto sul pubblico, che lo porta agli antipodi di un altro best-sellers del genere, Woodstock ( anche se bisogna segnalare che Bob Dylan aveva ideato un progeto simile nel '65).
Una sorta di viaggio musicale, e non solo, tra luci e ombre accompagnate dalla surreale musica dei Pink Floyd che si apre e si chiude sulle note della celeberrima Echoes accompagnata da una nuova sequenza iniziale fortemente influenzata dalla grande stima che i musicisti hanno sempre avuto per un'altro grande del nostro tempo, Stanley Kubrick.
Il film è totalmente calato nelle famose e suggestive rovine della città di Pompei e tra le sue immagine di ispirazione artistica ( Magritte, De chirico, Christo) , sapientemente registrate sia di giorno che di notte nell'arena dall'aspetto spettrale, traspare la sensazione di una presenza pulsante sotto la superficie, come una sorta di analogia col Vesuvio, che rispecchia la musica stessa dei Pink Floyd; un'atmosfera di assoluta beatitudine e calda serenità che tuttavia in un attimo esplode nella sua magnificenza e potenza.
Registrato come se fosse una incisione in studio, senza l'ausilio del playback, con una ottima amplificazione, aiutata dall'eco creato dall'antico anfiteatro, il film ci accompagna con le musiche di Echoes part 1, Careful With That Axe Eugene, A Sacerful of Secrets, Us and Them, One of This Days, Mademoiselle Nobs (con la straordinaria partecipazione del levreiere russo chiamato appunto Nobs), Brain Damage, Set the Controls for the Heart of the Sun, Echoes part 2, tutte alternate alle interviste già presenti nell'edizione originale realizzate durante la registrazione del leggendario Dark Side of the Moon presso gli studi di Abbey Road, più le inedite scene personali della band durante il lavoro a Parigi per, appunto, Live at Pompeii.
Il dvd inoltre contiene:
- una eslusiva intervista a Adrian Maben sulla realizzazione del progetto
- il film concerto originale
- una gallerie di immagini
- storia di Pompei
- le copertine degli album

Un'opera immancabile e fondamentale della già straordinaria raccolta di opere dei Pink Floyd.
  • George Roger Waters basso e voce.
  • David Jon "Dave" Gilmour chitarra e voce.
  • Nicholas Berkeley "Nick" Mason batteria.
  • Richard William " Rich" Wright tastiere e voce.

« La nostra musica può darvi i peggiori incubi, o lanciarvi nell'estasi più affascinante. Solitamente si verifica questa seconda opzione. Ci accorgiamo che il nostro pubblico smette di ballare: rimangono tutti in piedi, a bocca aperta, in estasi. » (Roger Waters)

Da Wikipedia riproponiamo un'intervista di David sul suo caro amico recentemente scomparso
« Nessuno può sostituire Richard Wright. È stato il mio partner musicale e amico.

Nelle discussioni su chi o cosa fossero i Pink Floyd, il contributo enorme di Rick è stato spesso trascurato. Era gentile, modesto e riservato ma la sua voce profonda e il suo modo di suonare erano vitali, magiche componenti del nostro riconoscibile sound. Non ho mai suonato con nessuno come lui. L'armonia delle nostre voci e la nostra telepatia musicale sono sbocciate nel 1971 in Echoes. A mio giudizio tutti i più grandi momenti dei Pink Floyd sono quelli in cui lui è a pieno regime. Dopo tutto, senza Us and Them e The Great Gig in the Sky, entrambe composte da lui, cosa sarebbe stato The Dark Side of the Moon? Senza il suo tocco pacato l'album Wish You Were Here non avrebbe funzionato molto.

Nei nostri anni di mezzo, per vari motivi lui ha perso la sua strada per qualche tempo, ma nei primi anni Novanta, con The Division Bell, la sua vitalità, brillantezza e humor sono ritornati e la reazione del pubblico alle sue apparizioni nel mio tour del 2006 è stata tremendamente incoraggiante, ed è un segno della sua modestia che quelle standing ovations siano giunte a lui come una grande sorpresa (sebbene non al resto di noi). Come Rick, non trovo facile esprimere i miei sentimenti con le parole, ma lo amavo e mi mancherà enormemente. »
( David Gilmour, 15 settembre 2008)

Recensione a cura di Mash

lunedì 23 giugno 2008

Mark Knopfler live from Palalottomatica (Roma 2008)

Roma 6/06/2008 il "sultano dello swing" torna a distanza di 3 anni nella capitale.




Il palco si presenta semplice, poca scenografia e nessun maxi schermo, ma importava ben poco eravamo lì per ascoltare. La maggior parte degli sguardi erano rivolti al centro del palco dove un piccolo faretto illuminava la rossa e bianca fender stratocaster.


Scorsero un paio di minuti è Mark Knopfler diede inizio al concerto.





Il "sultano dello swing" ci regala musica di ottima fattura, con una scaletta ben disegnata in modo da accontentare vecchi e nuovi fans. Nelle due ore di performance hanno trovato spazio, infatti, brani tratti dagli album dei Dire Straits e Mark Knopfler (da solista), sapientemente interpretati da un gruppo di ottimi musicisti.

Scaletta Mark Knopfler Roma 2008:

Il brano "Cannibals" ha aperto la scena per poi essere seguito da "Why aye man", "What it is" e la splendida "Sailing to Philadelphia" tratta dall'omonimo album di Mark Knopfler, del 2000. Si è proseguito con "True love will never fade", "The Fish and the bird" e "Hill Farmer's blues". Le prime note della struggente "Romeo & Juliet" che ben esalta il dramma shakespeariano ha riscaldato gli spettatori ma è soprattutto con "Sultans of Swing", brano contenuto nel primo album omonimo dei Dire Straits (1978) che il pubblico ha ritrovato il suo "re", il "re del swing" appunto. Si prosegue con "Marbeltown" interpretata in modo da regalare una maggiore atmosfera grazie alla dinamica del brano e all'incrocio strumentale tra la chitarra acustica di Mark, il violino di John McCusker (ottima new entry) e il contrabbasso di Glenn Worf. "Telegraph Road" ha chiuso la prima parte prima del bis, regalando emozioni e armonie al pubblico in delirio. Il bis ha visto come primo brano la struggente "Brothers in arms", tratto dall'album omonimo del 1985 dei Dire Straits, per poi proseguire con "Our Shangri-la", "So far away", e chiudere con "Going home".

domenica 20 aprile 2008

Exile on main street - The Rolling stones


Correva l'anno 1972 e nel panorama della musica mondiale si affacciava sulla scene uno degli album più esaltati dalla critica e dal pubblico, in seguito consacrato come pietra miliare del rock anni '70, Exile on Main Street.

Il titolo allude al loro esilio dall'Inghilterra per causa di problemi con il fisco con conseguente trasferimento in Francia. Infatti, le registrazioni sono state fatte nella cantina della villa in Francia di Keith Richard.
E' questo, dopo Sticky Fingers, il secondo album pubblicato dalla neo-etichetta Rolling Stones che raggiunse rapidamente le vette delle classifiche discografiche più importanti, ovvero quelle inglese e quella USA.
Nonostante una delle più longeve carriere ( gli Stones sono in attività da oltre 40 anni ) e avendo pubblicato più di 40 album, Exile On Main Street rimane l'unico doppio in studio della band, oltre un'ora di splendidi duetti di chitarra accompagnati
dalla sempre aggressiva, ma stavolta meno in evidenza, voce di Mick Jagger, che con la band esplora e rielabora gli schemi musicale di Rock, Blues, Country. Il complesso e vasto risultato potrebbe non essere facilmente digeribile ad un primo ascolto ( cosa non anomala che si verifica di fronte ad album molto ambiziosi) ma ad un attento ascolto ne risulta un sound davvero affascinante e carico di energia.

Inutile segnalare le traccie più rilevanti, in quanto forse, eccetto un paio di tracce, il giudizio è, fuori da personali gusti, unanime e sicuramente ottimo. La qualità sonora dell'album è ottima, naturalmente non esiste sistema audio migliore del vecchio giradischi, a tal proposito segnialiamo la possibilità di acquistarlo su Lp grazie ad un operazione commerciale che ha visto ristampare moltissimi e imperdibili Lp, per non far perdere anche quel gusto e quell'attenzione che comporta l'ascolto di un disco comodamente nel proprio salotto di casa, invece dell'ormai diffusissimo uso smodato e a voltre banale del lettore Mp3!
Exile on Main Street occupa la settima posizione nella classifica dei 500 migliori album di tutti i tempi stilata dalla rivista Rolling Stone.

In conclusione: uno dei migliori album della mitica band inglese Voto 9

Formazione

Altri musicisti

Lista tracce

  1. Rocks Off - 4:32
  2. Rip This Joint - 2:23
  3. Shake Your Hips - 2:59
  4. Casino Boogie - 3:33
  5. Tumbling Dice - 3:45
  6. Sweet Virginia - 4:25
  7. Torn and Frayed - 4:17
  8. Sweet Black Angel - 2:54
  9. Loving Cup - 4:23
  10. Happy - 3:04
  11. Turd on the Run - 2:37
  12. Ventilator Blues (Jagger/Richards/M.Taylor) - 3:24
  13. I Just Want to See His Face - 2:52
  14. Let It Loose - 5:17
  15. All Down the Line - 3:49
  16. Stop Breaking Down (Robert Johnson) - 4:34
  17. Shine a Light - 4:14
  18. Soul Survivor - 3:49


domenica 17 febbraio 2008

Quiz sulla musica Rock : The Rolling Stones






"..I'M A MAN....I'M A ROLLIN' STONE.."
(Muddy Waters)

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giovedì 14 febbraio 2008

Shine a Light: posticipata la data italiana

Il film-concerto tanto atteso posticipato l'11 aprile

Si protrae ancora la visione del documentario di Scorsese (Shine a Light) sui Rolling Stones, ma dai pochi minuti di trailer visti si può subito pronunciare la parola - imperdibile - specialmente se appassionati degli Stones ma pìù in generale della musica rock e blues.

Scorsese da sempre afferma che tutte le sensazioni che gli ha dato la musica dei Rolling Stones sono alla base di quasi tutti i suoi film, con questo documentario dice di non voler svelare niente di nuovo degli Stones, vuole solo unire la forza artistica dei loro pezzi con una visione puramente scorsesiana.




venerdì 14 dicembre 2007

Quiz musica : The Beatles




"And in the end the love you take is equal to the love you make"
(The End - Abbey Road)

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martedì 11 dicembre 2007

Led Zeppelin - Reunion 10.12.07

Solo 18.000 fortunati hanno assistito al concerto-evento dell'anno



Dopo 19 anni i Led Zeppelin, uno dei gruppi più influenti della storia del rock, si sono riuniti all'Arena O2 di Londra per un evento che fa rivivere per una sera la loro leggenda. Anche se, secondo alcune voci, dopo questa 'reunion' ci potrebbe essere un vero e proprio tour.

Circa 20 milioni di persone si erano registrate per acquistare i biglietti, a 125 sterline l'uno, ma solo in 18.000 hanno assistito al concerto. Gli Zeppelin, ovvero Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham, sono nati nel 1968. Il loro primo album risale al 1969, Led Zeppelin II. Il quarto disco della band, pubblicato nel 1971, conteneva il loro brano più famoso, Stairway to Heaven.

Durante la loro carriera hanno venduto 300 milioni di album. Ormai ultra-sessantenni, sono considerati uno dei gruppi più influenti della storia del rock, una band il cui seguito non è mai venuto meno nei decenni dopo la loro separazione, nel 1980, raccogliendo fan tra tutte le generazioni, anche le più giovani. Dopo la rottura, Page e Plant hanno continuato a collaborare, e il gruppo si era brevemente ricostituito per un concerto benefico nel 1988, tre anni dopo aver preso parte al Live Aid. Sul palco si sono esibiti in un concerto-tributo per ricordare Ahmet Ertegun, morto alla fine del 2006 e fondatore della casa discografica Atlantic Records, che lanciò il gruppo nel 1968. Il concerto-evento doveva inizialmente svolgersi il 26 novembre scorso, ma poi è slittato perché Page si è fratturato un dito lavorando nel suo giardino.

La band, sul palco per due ore di concerto, ha provato per settimane la scaletta di classici come Whole lotta love e Stairway to heaven in uno studio presso Windsor.





LED ZEPPELIN - live O2 Arena, London, UK
10 December 2007
Scaletta:
01. Good Times, Bad Times
02. Ramble On
03. Black Dog
04. In My Time Of Dying
05. For Your Life
06. Trampled Under Foot
07. Nobody's Fault But Mine
08. No Quarter
09. Since I've Been Loving You
10. Dazed and Confused
11. Stairway To Heaven
12. The Song Remains the Same
13. Misty Mountain Hop
14. Kashmir
15. Whole Lotta Love
16. Rock and Roll


domenica 9 dicembre 2007

I 5 album del biennio 2006/2007

Jerry Lee Lewis
Last Man Standing (26 Settembre, 2006)

Jimmy Page, Keith Richards, B.B. King: questi sono solo alcuni fra gli artisti che si sono messi in gioco nell’ultimo strepitoso album del “Killer” del Rock ‘n’ Roll. Tutti i brani sono delle cover che hanno segnato la storia del rock degli ultimi 50 anni. Il disco è permeato dall’inconfondibile tocco
di Jerry Lee Lewis che a tratti sovrasta anche musicisti del calibro di Eric Clapton, Ron Wood e tanti altri. Si passa, durante l’ascolto, dal Rock ‘n’ Roll infuocato al blues più elegante, il tutto avvolto da un’aria di felice armonia come
in una serata fra vecchi amici. Imperdibile.


John Mayall and the Bluesbreakers
In the Palace of the King (17 Aprile, 2007)

Un album interamente concepito per immergersi nel mondo del blues. Con più di 40 anni di carriera alle spalle John Mayall omaggia con questo lavoro un’altra icona del passato: Freddy King. Impreziosito dalla sontuosa chitarra del “grande” Buddy Whittington l’intero album è da considerarsi una vera chicca per tutti gli appassionati del blues vecchia maniera. I pezzi risuonano in modo chiaro e diretto con la stessa potenza di uno dei concerti che ancora “the father of english blues” riesce a regalare ai propri fans.



J.J. Cale Eric Clapton
The Road to Escondido (7 Novembre, 2006)

Insieme, per la prima volta in un album in studio si incontrano gli stili di Eric Clapton e J.J. Cale. Spesso, come molti sanno, le vite artistiche dei due si sono incrociate dando vita a brani leggendari come “Cocaine” di J.J. Cale portata
al successo da "Slowhand". Entrambi, a proprio agio fra rock, blues e country concedono agli ascoltatori attimi di classe
e di pura magia. Da intenditori.


Bob Dylan
Modern Times (29 Agosto, 2006)

I “tempi moderni” secondo Bob Dylan. L’ennesima opera di Mr. Zimmerman rappresenta in qualche modo l’intero percorso musicale compiuto fin qui dal più grande cantautore americano. Con la voce roca che ormai da qualche anno a questa parte lo contraddistingue, Dylan canta l’America di oggi, accompagnato da una band che lo supporta in modo egregio. In Modern Times ritroviamo in parte il suo lato rock-blues più energico ed irruente, sia il Dylan riflessivo ma mai rilassato a cui siamo abituati. Sound più che piacevole che dona all’album un’arma in più per impressionare anche i critici. Dylaniano.


Albert Lee
Road Runner (11 Aprile, 2006)

Inconfondibile, inimitabile ritorna la voce e la chitarra di Albert Lee. Un album pregustato da pochi fortunati nelle date italiane del tour 2007 del famoso chitarrista più volte “spalla” di grandi artisti come Clapton ed Emmylou Harris (nota cantautrice folk-rock statunitense).
Blues e country si intrecciano in un vortice coinvolgente che diverte con spensieratezza e un pizzico di nostalgia. Il virtuosismo di Albert Lee la fa da padrone, trovandosi egli a proprio agio fra le radici della musica americana, in un disco che scorre inarrestabile.