venerdì 18 marzo 2011

Looking4


"Looking4: un sito web che raccoglie tutte le immaggini più belle dei vip in vesti sexy,
osservare un bel corpo è da sempre una pratica tanto amata.
Gurda il tuo vip preferito!

giovedì 6 agosto 2009

estratto da "Viaggio al termine della notte" di Louis-Ferdinand Céline


Così a quel proposito mi raccontò che durante la ritirata di Russia, i generali di Napoleone hanno avuto il loro bel daffare per impedirgli di andarsi a far fare un pompino a Varsavia un'ultima suprema volta dalla polacca del suo cuore. Era così, Napoleone, anche in mezzo ai più grandi disastri e sventure. Niente di serio insomma. Anche lui, l'aquila della sua Joséphine! Il fuoco al culo, è il caso di dirlo per e contro tutto. Niente da fare d'altronde fin quando ci hai il gusto di godere e spassartela ed è un gusto che hanno tutti. Ecco la cosà più triste. Non si pensa che a quello! In culla, al caffè, sul trono, nei gabinetti. Dappertutto! Dappertutto! L'uccello! Napoleone o no! Cornuto o no! Prima di tutto godere! Che crepino i quattrocentomila allucinati imberesinati fino al pennacchio! si diceva il grande sconfitto, purché Poleone spari ancora un colpo! Che maiale! E alè! Così è la vita! E' così che tutto finisce! Mica serio!......... ........Mentre il cinema, questo nuovo piccolo stipendiato dei nostri sogni, te lo puoi comprare quello, procurartelo per un'ora o due, come una prostituta. E poi in più di artisti, ai nostri giorni, ne hanno messo dappertutto per precauzione tanto si ci annoia. Anche nelle casa chiuse ne hanno messo di artisti con i loro brividi che traboccano dappertutto e le sincerità che schizzano da un piano all'altro. Fanno vibrare le porte. Vince chi freme di più e con più faccia tosta, di tenerezza, e s'abbandonerà più intensamente del collega. Adesso decorano tanto i vespasiani quant i mattatoi e pure i Monti di pietà, tutto quello per divertirvi, distrarvi, farvi uscire dal vostro Destino. Vivere per vivere, che gattabuia! La vita è una classe in cui la noia è il professore, è lì tutto il tempo che ti spia, bisogna aver l'aria d'essere indaffarati, costi quel che costi, in qualcosa di appassionante, altrimenti arriva e ti mangia il cervello. Un giorno, che sia solo una semplice giornata di 24 ore non è tollerabile. Non dev'essere altro che un lungo piacere quasi insostenibile, una giornata, un lungo coito una giornata, con le buone o con le cattive. Ti vengono anche delle idee spregevoli quando sei frastornato dalla necessità, quando in ognuno dei tuoi secondi si sfracella un desiderio di mille altre cose e altri posti......

Louis-Ferdinand Céline





pubblicato da Mash84


mercoledì 15 luglio 2009

Charlie Chaplin: l'arte della commedia



La perfetta fusione tra dramma e commedia è stata, sin dai tempi dell'antichità, una delle qualità più interessanti e tipiche dell'arte in generale; il concetto per cui si associano i due stili (drammatico e comico) viene comunemente riassunto nel termine “tragicomico”. Per “tragicomico” infatti si intende un qualsiasi componimento teatrale, letterario o cinematografico nel quale a vicende gravi e dolorose proprie della tragedia fanno contrasto, oltre che il lieto fine, spunti e procedimenti propri tradizionalmente della commedia.
Nei numerosi film diretti e interpretati dal grande artista Charlie Chaplin si racchiudono i concetti, le idee e le sensazioni del “tragicomico”; analizzando infatti attentamente le pellicole di Chaplin si percepisce una struttura divertente e spensierata in superficie ma dolente e amara nel fondo, nel quale si avverte un'acuta e graffiante requisitoria contro le malvagità e le insoddisfazioni quotidiane dell'esistenza. Nello studiare la natura “tragicomica” di Charlie Chaplin si deve senza dubbio evidenziare la situazione paradossale che viene a crearsi tra la finzione e la realtà; nel corso della sua vita, infatti, egli ha dovuto patire non poche dolorose vicende, attenuate però dai suoi grandi successi cinematografici. Il personaggio attorno al quale costruì larga parte delle sue sceneggiature, e che gli dette fama universale, fu quello del "vagabondo" ("The Tramp" in inglese; "Charlot" in italiano, francese e spagnolo): un omino dalle raffinate maniere e la dignità di un gentiluomo, vestito di una stretta giacchetta, pantaloni e scarpe più grandi della sua misura, una bombetta e un bastone da passeggio in bambù; tipici del personaggio erano anche i baffetti e l'andatura ondeggiante. L'emotività sentimentale e il malinconico disincanto di fronte alla spietatezza e alle ingiustizie della società moderna, fecero di Charlot l'emblema dell'alienazione umana - in particolare delle classi sociali più emarginate - nell'era del progresso economico e industriale. Attraverso la visione di alcuni dei suoi celebri film (Tempi moderni; La febbre dell'oro; Il monello ecc....) si scopre la qualità fondamentale del suo pensiero: nell'affrontare temi tipici della società del suo tempo (alienazione, crisi economica, critica alla società), Chaplin ricorre ad una piena compenetrazione tra le forme tipiche della tragedia classica e i meccanismi fondamentali della commedia; risiede proprio in questo contrasto l'energia cinematografica di Chaplin, nell'accoppiare, in maniera esemplare, dolore e gioia, ottimismo e crudo realismo, tragedia e commedia. Queste rilevanti qualità vengono racchiuse in uno stile cinematografico classico, semplice e asciutto, senza formalismi o compiacimenti, tutto improntato sulla chiarezza e nitidezza delle immagini, capace di riunire in sè, in una divertente sfilata di cinema, le due facce dell'umanità: il dramma e la commedia.




Danilo Cristaldi